Soci nel mirino del Fisco: utili presunti, tassazione piena e doppia responsabilità

Pubblicato il 16 dicembre 2025 alle ore 19:02

La Cassazione con ordinanza n. 32475 del 15-12-2024 rafforza l’orientamento più severo verso i soci di società di capitali a ristretta base sociale. In caso di maggior reddito accertato in capo alla società, si presume la distribuzione “in nero” ai soci, anche se la rettifica riguarda costi indeducibili. Inoltre, i soci possono rispondere anche dei tributi non versati dalla società ex art. 36 DPR 602/1973. Risultato: tassazione sugli utili presunti e responsabilità aggiuntiva per i debiti fiscali della società.

Cosa accade in questi casi:

  • Notifica avviso di accertamento alla società;
  • Notifica avviso di accertamento ai singoli soci per la ristretta base sociale;

Cosa fare:

Bisogna attivare una duplice difesa quindi impugnare sia l’avviso di accertamento della società che dei soci.

In un quadro così severo, la difesa non può essere frammentata né tardiva. Il primo passaggio decisivo è intervenire sull’avviso di accertamento notificato alla società, contestando a monte la ricostruzione del maggior reddito e, quindi, la stessa presunzione di “utili in nero”. Parallelamente, i soci destinatari di autonomi avvisi di accertamento devono essere in grado di superare la presunzione di distribuzione, dimostrando – secondo gli orientamenti giurisprudenziali – che gli utili siano rimasti investiti nella società oppure la propria estraneità alla gestione. Si tratta, tuttavia, di una difesa che richiede tempestività, coordinamento e un’attenta impostazione probatoria, perché errori iniziali o strategie incoerenti rischiano di riflettersi su tutti i soggetti coinvolti. 👉 In questi casi, capire dove e come intervenire fa spesso la differenza tra una presunzione che regge e una che può essere messa in discussione.

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